La musica e la psiche

“Una vita senza musica è come un corpo senz’anima” (Marco Tullio Cicerone).

La musica è un linguaggio universale ma il suo significato varia da persona a persona. Si può così affermare che ognuno di noi ha un inconscio musicale.

Dal punto di vista psicologico, la musica funge come strumento per esprimere il proprio stato psichico, manifestare le emozioni, influenzare il comportamento e ad avere una funzione curativa.

E’ allora necessario chiedersi: ”Come agisce la musica nel nostro cervello?”

La musica agisce nel nostro cervello grazie al circuito cerebrale sottocorticale nel sistema limbico, il quale gestisce le risposte fisiologiche agli stimoli emotivi.

Robert Zatorre, fondatore del laboratorio di ricerca canadese (Brain Music and Sound), ha studiato i meccanismi neuronali. L’autore ha affermato che la risposta cerebrale è condizionata dai suoni uditi in passato (http://www.huffingtonpost.it/2015/09/14/musica-cervello-effetti_n_8133980.html).

 

“La musica fa danzare le coscienze” (Enzo Cormann)

Tale citazione ci rimanda al concetto di musicoterapia, ovvero una metodologia psicoterapeutica che si attiene al principio dell’identità sonora individuale (ISO), usando la musica, il movimento, il suono per esplorare il mondo interno dell’individuo e attivando varie aree:

-Area multisensoriale

-Area relazionale

-Area cognitiva

-Area fisiologica

Per il raggiungimento dell’equilibrio psichico sono fondamentali le attività creative.

E’ stato dimostrato dai ricercatori dell’ospedale di Boston che i bambini musicisti hanno una migliore flessibilità cognitiva e verbale, con migliori abilità matematiche e di lettura.

Il ruolo della musica è importante nelle scuole, in quanto produce ai bambini vari benefici:

  • Stimola le capacità percettive e l’espressività
  • Aiuta lo sviluppo dell’emotività
  • Favorisce l’integrazione e il rilassamento
  • Influenza positivamente l’acquisizione linguistica

E’ stato dimostrato che fare uso della musica anche in casa, mediante ninna nanne, ascoltando musica, svolgendo giochi musicali con i propri bambini, aiuterà quest’ultimi nel loro sviluppo (http://spazio-psicologia.com/psicologia-2/benessere-e-psicologia-positiva/benefici-della-musica-sul-cervello/;http://www.benessere.com/psicologia/arg00/musicoterapia/http://www.cure-naturali.it/salute-naturale/2811/scuola-musica-bambini/1925/a).

Tra ecologia e musica

La musica è capace di guarire o migliore un disturbo, come nel caso dell’autismo, della depressione, dell’afasia, ecc…

Gli effetti generati dalla musica dipendono da varie caratteristiche:

-L’altezza (un suono più acuto genera maggiore tensione nell’ascoltatore e viceversa)

-L’intensità (un suono forte ha un effetto energizzante, mentre uno basso rilassa)

-Il timbro (suoni caldi o rigidi)

– La durata (ritmo e tempo di esecuzione)

-La melodia e l’armonia

La musica trova un riscontro in tutte le età ed influisce sul battito cardiaco, sulla pressione sanguigna, sulla respirazione e su alcuni ormoni, come ad esempio quello dello stress e le endorfine.

Il canto è l’espressione di se stessi e può essere vissuto come cura. Cantare implica dare la possibilità agli altri di ascoltarci.

Le ricerche condotte negli USA dall’American Accademy of Neurology hanno dimostrato che il canto è uno strumento terapeutico nei casi di dislessia, autismo, Alzheimer, Parkinson (http://www.studiobumbaca.it/2013/01/17/limportanza-della-voce-e-della-risonanza-corporea/http://www.crescita-personale.it/arteterapia/1893/musicoterapia-e-autismo/1879/ahttp://www.my-personaltrainer.it/salute/musica-benefici.html).

Non possiamo fare a meno della musica

Jason Rentfrow, professore di psicologia sociale alla University of Cambridge, ha svolto delle ricerche da cui è emerso che esiste un profondo legame tra la musica che ascoltiamo e la nostra persona.

Nello studio dell’autore è presente un modello formato da cinque categorie musicali, ognuna delle quali comprende vari generi. Tali categorie sono:

– La melodia (il pop, il soul, l’R & B)

-Musica senza pretese (rock’n’roll, country, musica leggera).

-Musica sofisticata (jazz, musica classica).

-Musica Intensa (punk, rock, heavy metal).

-Musica contemporanea (rap, l’acid jazz, musica elettronica e latinoamericana) (http://www.zerottonove.it/musica/).

La musica è importante anche nel commercio

Il cliente è condizionato dal tempo della musica; infatti in una ricerca svolta dallo psicologo Ronald Milliman è emerso che i pezzi musicali lenti influenzano di più il cliente a fare acquisti.

Anche il volume della musica e il tipo di musica influenza il cliente; un volume medio e musiche classiche o melodiche hanno un impatto notevole sugli acquisti (http://www.linguaggiodelcorpo.it/2014/06/05/musica_acquisti/).

Conclusioni

In conclusione si può affermare che la musica ci aiuta a scoprire ogni piccola parte di noi stessi.

Share.

About Author

Giorgia Ferrarello

Sono nata a Catania il 18\12\95 e vivo ad Enna. Ho frequentato il liceo sociopsicopedagogico D.Alighieri di Enna, partecipando a dei corsi di teatro,animazione e musica. Attualmente sono iscritta al secondo anno dell’università Kore di Enna nella facoltà di scienze e tecniche psicologiche.

Leave A Reply