La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante con esordio prevalentemente in età presenile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca precedente). Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 rivela che il costo globale della demenza raggiungerà nel 2018 mille miliardi di dollari. Nel 2015 si stimavano 46,8 milioni di persone affette da demenza nel mondo, oltre 9,9 milioni di nuovi casi all’anno (http://www.alzheimer.it/report2015.html).

Già da tempo è noto come un ambiente di vita curato e pianificato appositamente per le persone affette da Alzheimer possa incidere positivamente sul decorso della malattia, a dimostrazione che la cura non è fatta esclusivamente di farmaci e/o risorse di tipo medico, ma riguarda anche gli spazi edilizi ed urbani.

La progettazione dell’ambiente, in particolar modo dello spazio verde destinato a questi pazienti, contribuisce a contenere lo stress, a compensare la difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, a rallentare l’inevitabile declino delle capacità cognitive e funzionali, a ridurre l’uso dei farmaci, a stimolare le abilità residue.

Il giardino

Lo spazio verde può essere utilizzato come strumento terapeutico con numerose finalità, affiancando la cura farmacologica e permettendone una maggiore efficacia. Infatti, il contatto con la natura riduce il disorientamento spazio-temporale, il girovagare afinalistico e le reazioni catastrofiche, conseguenze tipiche di questa malattia. Inoltre, permette di rallentare il deterioramento delle funzioni cognitive e stimola le capacità residue, fra cui la memoria.

Il verde permette al paziente di entrare in contatto con i suoi sensi ed immergersi nella natura circostante, stimolandolo mentalmente e fisicamente.

È chiaro che il giardino deve essere accuratamente progettato, studiando e suddividendo lo spazio in diverse aree adibite a particolari scopi. Infatti, è opportuno che sia presente una parte di vegetazione con piante diversificate per colore, odore e tatto, in modo da permettere esperienze sensoriali varie. Alcune zone, poi, devono essere adibite alla sosta, inserendo panchine e zone ombreggiate, in modo da favorire il ristoro e permettere incontri e attività creative.

Il percorso all’interno del giardino deve essere estremamente semplice, lineare e senza incroci, così da promuovere il senso di sicurezza e familiarità del paziente. Il colore del vialetto deve essere ben differenziato da quello da quello della vegetazione per garantire una facile individuazione, limitando la possibilità di perdersi o fuoriuscire dal percorso.

Affinché vi sia una maggiore tranquillità e serenità, nel giardino devono essere presenti alcuni punti di riferimento progettati al fine di stimolare le capacità mnesiche e l’orientamento spaziale, generalmente danneggiati. Possono essere rappresentati da un gazebo, un pergolato, un orto, aree di sosta, elementi che aiutino l’orientamento e che siano facilmente individuabili, grazie alla loro particolare forma e alla vegetazione segnaletica collocata in punti strategici del percorso e comunque sempre in prossimità dei luoghi di attrazione. Inserire all’interno del giardino una fonte di acqua può essere importante, perché può fungere da stimolo uditivo da inserire in memoria.

Il concetto alla base del giardino per malati di Alzheimer è quello di permettere facilità d’orientamento, un buon grado di sicurezza, libertà e fluidità di movimento, privacy e serenità, stimolazione sensoriale (http://www.ottimasenior.it/varie/verde-terapeutico-nella-demenza/)

Alcuni giardini per malati di Alzheimer in Italia

Nell’aprile 2004, a Roma, è stato inaugurato il primo Giardino sensoriale Alzheimer, presso il complesso di Casal Boccone, dove è attivo il Centro Diurno Alzheimer. Il giardino è chiamato “La Pineta Argentata” ed ha come scopo quello di incidere, attraverso una stimolazione sensoriale, sul declino cognitivo e sulle capacità mnemoniche del paziente, nonché quello di ridurre i disturbi comportamentali, il disorientamento, le reazioni catastrofiche ed il deambulare senza meta (http://www.crescita-personale.it/sostegno-psicologico/2058/ortoterapia/1972/a).

Il “Giardino dei colori e dei profumi” del Centro Integrato Servizi per Anziani (CISA), in provincia di Modena, prevede un percorso anulare che permette all’utente di essere immerso in luoghi familiari come l’orto, il giardino fiorito, il frutteto, mentre un percorso circolare permette una deambulazione sicura. Lo stesso avviene nel “Giardino d’inverno” della Residenza Il Melo in provincia di Varese, dove lo spazio è stato interamente progettato per sopperire alle esigenze motorie, esplorative e relazionali degli ospiti della struttura.

Un progetto differente, ma con le stesse finalità è quello portato a termine dalla Residenza Socio Assistenziale “Il Trifoglio” di Torino, dove è stato realizzato un giardino d’inverno all’interno di un ambiente chiuso, garantendo però all’anziano la sensazione di trovarsi in un patio all’aperto.

Nel Centro diurno per malati di Alzheimer di Chiavenna in provincia di Sondrio, all’interno del giardino, oltre a numerosi alberi di bosco, sono stati inseriti alcuni strumenti tipici dell’agricoltura, dal momento che la maggior parte dei residenti lavorava nei campi.

Conclusione

Prendersi cura di organismi vivi e di ambienti stimola il senso di responsabilità e favorisce la socializzazione e combatte efficacemente il senso di isolamento e di inutilità in persone con handicap fisici molto gravi o negli anziani soli; a livello fisico sollecita l’attività motoria, migliora il tono generale dell’organismo e contribuisce ad attenuare stress e ansia.

Per tutti questi motivi è consigliato che nelle strutture assistenziali per anziani sia presente uno spazio verde dove poter passeggiare e fare esperienze sensoriali e creative, utili ad alleviare, almeno in parte, una situazione medica e clinica particolare. E se non è possibile avere un giardino, che ci sia comunque del verde: piante sui davanzali o nei corridoi e fiori nelle stanze, in modo che le persone a letto o con difficoltà di deambulazione possano avere anche loro qualcosa di verde attorno.

 

 

 

 

 

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About Author

Sono nata a Roma il 15/11/1992 e ho conseguito la Laurea Triennale presso l’Università Pontificia Salesiana alla Facoltà di Scienze dell’Educazione, curriculo di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e, conseguentemente, la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso la stessa Università, dove lavoro anche come assistente. Nel corso degli anni universitari ho avuto modo di partecipare a numerosi laboratori esperienziali, ma anche seminari e convegni riguardanti molteplici tematiche (psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia, psicologia delle dipendenze, corsi di rilassamento, ecc). Attualmente sono una tirocinante presso l’ISP, dove sto partecipando a diverse iniziative, tra cui la stesura di un e-book. L’obiettivo lavorativo che intendo raggiungere è quello di abilitarmi alla professione di psicologo e successivamente intraprendere la scuola per diventare psicoterapeuta.

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