La negatività come abitudine

Pensieri e sentimenti negativi hanno la capacità di sopraggiungere nei momenti meno convenienti distraendoci dalle attività della nostra vita. In breve tempo, le nostre menti cominciano a scivolare con sempre maggior frequenza nella negatività, e il soffermarsi sulle emozioni oscure diviene una cattiva abitudine difficile da abbandonare.

Pertanto, è molto importante essere in grado di trascorrere del tempo rilassandosi, mettendo alcune cose nel giusto contesto e lasciandone andare altre.

Esiste una connessione tra esercizio aerobico e chiarezza cognitiva?

Sono molte le persone che mi hanno raccontato di prendere decisioni importanti dopo aver corso; che lo fanno più per liberare la mente che per “mantenere in forma” il corpo.
A questo proposito, un articolo del New York Magazine spiega come questa sensazione di sentirsi delle persone “nuove” dopo una corsa abbia un riscontro scientifico.

Trent’anni di studi nel campo delle neuroscienze hanno provato che esiste una forte connessione tra l’esercizio aerobico e la chiarezza cognitiva. Anni fa, alcuni scienziati avevano ipotizzato che in età adulta non venissero più prodotti neuroni. Ma questa teoria, in tempi recenti, è stata smentita. Come sostiene Karen Postal, presidente dell’American Academy of Clinical Neuropsychology, una vigorosa attività aerobica sembra essere l’unico evento che conosciamo in grado di stimolare la nascita di nuovi neuroni.

E la cosa interessante è che nascono nell’ippocampo, la parte del cervello associata alle funzioni di apprendimento e della memoria. Questo spiegherebbe perché molti studi abbiano rilevato che l’attività aerobica migliori le capacità mnemoniche. Karen Postal dice che fare esercizio e sudare per circa 30/40 minuti stimola la nascita di cellule nell’area della memoria. E che i benefici di questa attività interessano anche altre zone del cervello. Alcuni studi hanno infatti evidenziato dei cambiamenti nell’attività della zona del lobo frontale, nelle persone che praticano abitualmente un’attività fisica. Quest’area è responsabile di quelle funzioni che contribuiscono alla nostra “chiarezza mentale”, come la capacità di pianificazione, di concentrazione e della gestione del tempo. E ha a che fare anche con le nostre emozioni, il che spiega come mai ci sentiamo meglio dopo aver svolto attività fisica.

Dunque l’attività fisica può ridurre gli stati depressivi?

In alcuni casi può capitare anche di allontanarsi dalle persone più care, alle quali si vuole molto bene. Può capitare di affrontare un periodo buio, ma bisogna sempre riuscire a ritrovare il giusto stimolo per rialzarsi ed affrontare la vita con la giusta positività. D’altronde i periodi negativi possono sempre capitare, ma la forza interiore non deve mancare mai. Cadere in depressione inoltre può influire sulla propria autostima e può capitare anche che questa crolli del tutto, perdendo completamente fiducia in se stessi. E se quest’ultima manca, non è facile andare avanti nella vita e amare o confrontarsi con il prossimo. Per questo, già dai primi sintomi, occorre battere la depressione nel modo giusto. Per quanto possa sembrare inverosimile, in realtà esistono numerosi e semplici metodi per contrastare questo disagio.

Una nuova ricerca suggerisce che la meditazione e l’attività fisica sono fondamentali per accrescere la salute mentale. Di conseguenza è possibile ridurre gli stati depressivi. Alcuni studi precedenti invece, riferivano che soltanto la meditazione poteva rivelarsi utile per migliorare la propria salute mentale, mentre alcune nuove ricerche confermano che l’unione della meditazione e dell’esercizio fisico possono essere un vero e proprio toccasana per la mente. Si tratta di due elementi fondamentali per la psicologia di un individuo. Gli scienziati hanno voluto mettere in evidenza che queste attività possono contrastare gli stati depressivi. Precisamente, lo studio suggerisce che quando questo lavoro viene fatto insieme, si nota sin da subito un notevole miglioramento dei sintomi depressivi, insieme ad un aumento dell’attività celebrale sincronizzata. Battere la depressione è quindi possibile attraverso una maggiore concentrazione su se stessi. Dedicare del tempo a se stessi, infatti, permette di accrescere l’armonia del proprio equilibrio nei confronti della vita.

Quest’ultimi hanno sottolineato, infatti, che la meditazione e la corsa insieme potrebbero rafforzare i meccanismi neurali del cervello. In questo modo è possibile entrare in stretto contatto con se stessi, riflettere e capire le proprie esigenze o disagi.

A lungo andare queste attività favoriscono un miglioramento della propria consapevolezza e, dunque, l’approccio col mondo esterno e con la vita diventa molto più semplice e si ha una maggiore volontà di andare avanti, grazie ai propri stimoli. Basta davvero poco, delle semplici attività come corsa e meditazione possono rivelarsi un vero e proprio toccasana per battere la depressione in modo definitivo. La vita va affrontata col sorriso e non bisogna mai lasciarsi abbattere dalla negatività. La meditazione è la soluzione migliore per scacciare dalla propria mente tutti quei pensieri negativi che possono diventare un vero e proprio tormento. Se poi viene associata alla corsa, gli effetti benefici sulla propria salute mentale sono molteplici. Inoltre, la corsa permette di alleviare lo stress e la tensione. Quindi non è da sottovalutare l’idea di fare una piccola corsetta di tanto in tanto nel tempo libero. E’ possibile liberare la mente e dire addio alla terribile sensazione della negatività. Tuttavia, le meditazione svolge un ruolo fondamentale, in quanto incoraggia i nuovi neuroni a maturare, mentre l’esercizio fisico aumenta il numero di nuove cellule celebrali nell’ippocampo. Le analisi dimostrano che la meditazione può aver contribuito a mantenere i neuroni vivi e funzionanti rispetto alle persone che invece non hanno meditato. E’ di buon auspicio quindi prendersi di tanto in tanto del tempo per se stessi e dedicarsi all’esercizio fisico e alla meditazione. Come si dice, “mens sana in corpore sano” (Giovenale Satire, X, 356).

L’esercizio fisico può aiutare ad elaborare un lutto?

La morte spazza via le credenze fiabesche infantili e mette di fronte all’essere umano la sua mortalità. Non si può fare l’impossibile, non si è onnipotenti e, per la prima volta, ci si rende conto che la propria vita non dipende da se stessi. Questo è un trauma abbastanza doloroso che mette in crisi le credenze accumulate nel corso del tempo, lasciando solo vuoto o paura. Per questo motivo si parla di elaborazione: bisogna ricostruire il proprio sistema di valori e il proprio punto di vista sul mondo per poter proseguire. L’elaborazione del lutto e della vita in corrispondenza alla morte avviene lentamente, con pazienza, sofferenza e in solitudine: il rischio maggiore è quello di essere preda di un vortice depressivo che impedisce l’instaurazione di una nuova pace interiore, in quanto l’anima è troppo impegnata nel vedere ogni cosa sotto una luce negativa. Si soffre perché prima di tutto si sa con certezza che quella persona non la si rivedrà mai più ma si soffre anche perché quell’ “oggetto” rappresentava per noi, il nostro mondo affettivo o una parte di esso, per tanto la sua assenza, ci impone di rivedere gli schemi con i quali ci orientiamo nella realtà. Molto spesso questo processo fallisce e ci si ammala di depressione ovvero uno stato di tristezza transitorio che segue un evento luttuoso per l’appunto. Muoversi, nel vero senso della parola, andare a correre, camminare, nuotare, fare esercizio e prendersi cura di sé anche se la propria mente non risponde, curare il proprio corpo, alzarsi dal letto, lavarsi i denti e non trascurarsi aiuta ad elaborare il lutto ed a superare lo stato depressivo in cui ci si trova. In tal senso è come se chi fa sport, avesse un marcia in più nel processo dell’elaborazione del lutto, una marcia che consiste nel poter sfruttare la dimensione della fatica associata nella pratica sportiva, come un momento catartico, come possibilità di esorcizzare i dolore della separazione o della morte attraverso la sofferenza implicita nella pratica sportiva stessa. Quante volte ci è capitato di vedere persone che terminano gare ardue, dedicare la propria prestazione a qualcuno che non c’è più? “La sofferenza produce tenacia, e la tenacia carattere, e il carattere speranza” (Romani 5:4).

Conclusioni

Dunque, l’attività fisica è fondamentale per accrescere la salute mentale. Di conseguenza è possibile ridurre gli stati depressivi. Alcuni studi sostengono che la meditazione e la corsa insieme potrebbero rafforzare i meccanismi neurali del cervello. In questo modo è possibile entrare in stretto contatto con se stessi, riflettere e capire le proprie esigenze o disagi.

A lungo andare queste attività favoriscono un miglioramento della propria consapevolezza e, dunque, l’approccio col mondo esterno e con la vita diventa molto più semplice e si ha una maggiore volontà di andare avanti, grazie ai propri stimoli. La vita va affrontata col sorriso e non bisogna mai lasciarsi abbattere dalla negatività. La meditazione è la soluzione migliore per scacciare dalla propria mente tutti quei pensieri negativi che possono diventare un vero e proprio tormento. Se poi viene associata alla corsa, gli effetti benefici sulla propria salute mentale sono molteplici.

Sitografia

http://freedamedia.it/2017/08/22/perche-correre-aiuta-a-liberare-la-mente/

https://www.diadorafitness.it/blog/correre-per-restare-in-forma-scopri-come-appassionartiall-arte-del-running/

https://irongabry.it/2017/09/06/corro-dunque-sono

https://www.wikihow.it/Lasciar-Andare-Pensieri-ed-Emozioni

https://dilei.it/running/corsa-e-meditazione-un-binomio-per-combattere-la-depressione/467365/

https://assobenessere.it/fasi-del-lutto-come-elaborare-e-superare-un-lutto-la-guida/

https://www.runningforum.it/viewtopic.php?t=48799

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About Author

Sono nata a Roma il 20/03/1992 e ho conseguito la Laurea Magistrale in Neuroscienze Cognitive e Riabilitazione Psicologica presso l’Università La Sapienza di Roma. Sono una Neuropsicologa, esperta in Dipendenze e Disturbi dell’Apprendimento.

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