La psicologia dell’emergenza è il ramo della psicologia che si occupa di intervenire in seguito ad eventi potenzialmente distruttivi, come calamità naturali, guerre, attentati; attraverso una serie di metodologie e conoscenze specifiche, persegue l’obiettivo di contenere il disagio psicologico delle singole persone e/o di gruppi, protagonisti di quei particolari eventi. Essa, inoltre, non si rivolge solo alle possibili vittime o a chi ha subito lutti e perdite nell’episodio, bensì prende in carico anche gli operatori che gestiscono la crisi, quindi lavoratori o volontari soccorritori, chi scava tra le macerie, chi incorre in vissuti di impotenza e di logorante fatica per cercare di trarre in salvo delle vittime.

La psicologia dell’emergenza si occupa della persona o del gruppo nelle primissime ore successive all’evento catastrofico, per evitare che il possibile trauma subito si trasformi in problematiche a lungo termine (http://www.crescita-personale.it/sostegno-psicologico/2058/psicologia-emergenza-pronto-soccorso-per-anima/2701/a).

Disastri naturali

Quotidianamente, in diverse parti del mondo, si verificano delle calamità naturali come terremoti, alluvioni, valanghe, in cui sono coinvolte milioni di persone. Secondo la definizione delle Nazioni Unite, una catastrofe o disastro è

“un evento concentrato nel tempo e nello spazio, nel corso del quale una comunità è sottoposta a un grave pericolo ed è soggetta a perdite dei suoi membri, o delle proprietà o dei beni, in misura tale che la struttura sociale è sconvolta e risulta impossibile lo svolgimento delle funzioni essenziali della società stessa”. (http://www.scienze-ricerche.it/?p=4748)

La forza e la distruttività di questi eventi può avere effetti profondi sulla stabilità e sullo stato psicofisico delle persone.                                                                                                                                                               Anche se tali eventi disastrosi possono avere una durata variabile, gli effetti psicologici possono continuare per molto tempo, durante quel lungo processo che porta al recupero, alla ricostruzione ed, infine, al ristabilimento delle condizioni precedenti al disastro.

È ormai idea confermata da evidenze scientifiche che eventi connessi a calamità naturali e a disastri tecnologici, sono una potenziale fonte di stress traumatico, soprattutto se implicano un rischio di morte e/o di gravi ferite, nonché quando mettono a repentaglio la sicurezza fisica dell’individuo in prima persona o delle persone care che gli stanno a fianco (http://www.psicotraumatologia.org/download/reazioniemotive.pdf ).

Reazioni psicologiche e stati d’animo nelle vittime

L’individuo che sopravvive ad una catastrofe, anche non riportando danni o menomazioni fisiche, è interessato in forma più o meno lieve da danni non visibili, ma non per questo meno profondi e dolorosi. Quest’ultimi vengono chiamati insulti psichici e possono divenire la causa di traumi che colpiscono la psiche (detti psico – traumatismi) e sono dovuti o alla paura prodotta dall’evento oppure alla paura che l’evento possa ripetersi nuovamente, anche se non esistono concrete probabilità che ciò possa verificarsi.
I danni psichici sopra indicati possono generare:

  • Reazioni emotive esagerate: si manifestano subito dopo l’evento (reazioni immediate), ma possono presentarsi anche dopo alcuni giorni (reazioni tardive). Questo reazioni sono normali, di breve durata, improvvise e quando scompaiono, non lasciano conseguenze.
  • Reazioni nevrotiche: si manifestano con crisi d’ansia o crisi isteriche e con gli stessi sintomi delle nevrosi post-traumatiche.
  • Reazioni psicotiche gravi: si manifestano con stati di confusione mentale e nelle forme più gravi, con stati deliranti. Il soggetto perde la percezione del proprio stato di salute e l’istinto di conservazione.

In generale, tra le varie manifestazioni e/o stati d’animo sperimentati spesso possiamo sottolineare: ansia, depressione, apatia, paura, tristezza e dolore, senso di colpa, vergogna, aggressività, alternanza di stati d’animo, iperattività mentale. (http://www.codice-3.org/3g/psicologia-catastrofe.htm). Come è comprensibile, le sfumature delle reazioni in queste drammatiche situazioni, mutano da individuo ad individuo e riflettono anche caratteristiche personali precedenti o svincolate dall’evento stesso.

Considerazioni conclusive

Questo articolo vuole essere un’introduzione su un interessante tema molto vicino alla psicologia ambientale: la psicologia dell’emergenza. Nei prossimi contributi, verrà posto l’accento sulla prevenzione dei disastri naturali nonché sulla gestione dei vissuti psicologici di coloro che sperimentano tali circostanze.

 

 

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About Author

Sono laureata in Psicologia applicata, clinica e della salute, curriculum Psicologia della Devianza e Sessuologia; sono iscritta ad un Corso di Formazione biennale in Elementi di Psicologia Giuridica e Psicodiagnostica ed attualmente svolgo il tirocinio post lauream presso l’ Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma.

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