“Un bambino che cresce in un ambiente soddisfacente sarà un adulto che avrà superato le sfide del percorso di crescita personale e avrà realizzato un proprio sé integrato nell’ambiente sociale”.

Daniel Goleman, nel 1996 parlò per la prima volta di “Intelligenza emotiva”, affermando che è la capacità di controllare i propri sentimenti, le proprie emozioni e quelle degli altri.

Le emozioni, hanno la capacità di influenzare le nostre scelte e le nostre azioni, proprio per questo l’intelligenza emotiva ci permette di riconoscere le emozioni, di gestirle, di costruire e mantenere relazioni, di gestire i conflitti, di motivare se stessi e gli altri, in altre parole di costruire la vita come si desidera.

Esistono innumerevoli cose, situazioni e oggetti che ci fanno emozionare, tra queste i colori. Infatti si è visto come in rapporto alle tonalità cromatiche pensate si evocano emozioni e sensazioni diverse che possono provocare sentimenti positivi e negativi.

È possibile affermare che i colori, in un certo senso, hanno una temperatura, infatti si differenziano in caldi, freddi e neutri in base alle diverse sensazioni che trasmettono. Widmann, a tal proposito, nel 1997, affermò che il colore può essere interpretato come linguaggio emotivo, in grado di comunicare emozioni e può essere anche un ottimo canale per coloro che hanno difficoltà ad esternare il proprio vissuto emozionale.

L’importanza dei colori nell’edilizia scolastica

Le premesse citate indicano, di conseguenza, che è fondamentale e necessario l’inserimento cromatico negli ambienti scolastici poiché rappresentano le prime agenzie di riferimento in cui il bambino esperisce e sviluppa le proprie abilità e la socialità allargata. Attualmente, alla luce di quanto delineato, particolare attenzione va posta all’edilizia scolastica. In particolare si vuole mettere in evidenza quanto l’ambiente delle scuole può condizionare l’aspetto motivazione e di conseguenza, influenzare o meno l’apprendimento.

Proprio perché la scuola, da sempre, ha un ruolo di rilievo per la vita sociale del bambino e per la sua educazione, è necessario che l’ambiente scolastico sia pianificato in modo da rispondere ai bisogni psichici dei bambini e deve essere volto a potenziare tutti i processi che riguardano l’apprendimento

Il Professore Heinrich Frieling, dell’Istituto di psicologia del colore (1957), afferma che il progressivo sviluppo del bambino verso l’età adulta, è condizionato dall’accettazione o meno di determinati colori. Irritabilità, nervosismo e problemi comportamentali possono essere ricondotti ad errate pianificazioni cromatiche all’interno degli ambienti scolastici, lì dove luce e colore sono utilizzati in modo improprio.

La scelta dei colori deve essere fatta, affinché crei un clima adeguato, in cui il bambino si senta sicuro, tranquillo e protetto. I test eseguiti da Frieling mostrano che l’indice di preferenza e di rifiuto di determinati colori cambia in base all’età dei soggetti interessati.

Un’ulteriore ricerca condotta dal dottor Harry Wohlfarth in Canada (1960) su un campione di bambini appartenenti a quattro scuole elementari rileva effetti luce-colore in ambienti scolastici, in tali strutture sono state effettuate modifiche di vario genere all’interno dell’ambiente in rapporto alla precedente organizzazione. In una scuola è stata variata l’illuminazione, in un’altra i colori, una terza non ha subito cambiamenti cromatici e l’ultima ha modificato colori ed illuminazione. I cambiamenti di colore sono stati relativi all’utilizzo di giallo chiaro con tonalità calde per tre pareti ben visibili dai bambini, blu chiaro per la parete di fondo e i banchi verticali. Inoltre, sono state inserite lavagne blu e moquette di un caldo grigio dorato nelle aule e negli uffici amministrativi. I risultati osservati furono accertati mediante misurazione della pressione arteriosa dei bambini con esito di minore stress nei soggetti frequentanti la scuola con modifiche di illuminazione e colore con conseguente miglioramento del rendimento scolastico e dei valori di Q.I.

Inoltre è stato visto, da alcune ricerche condotte da Ellen Grangaard, che cambiando il colore bianco delle aule con il colore blu si procedeva alla rimozione di elementi di disturbo visivo. Si riscontrarono riduzione di comportamenti distruttivi e innalzamento del rendimento scolastico. Quindi si hanno benefici non solo sul piano fisico ma anche su quello psichico, anche se quanto affermato non può essere comunque applicato ad ogni situazione, in quanto la progettazione strutturale e cromatica è sempre influenzata da diversi elementi variabili. In ogni caso, sarebbe opportuno realizzare una progettazione cromatica adeguata alle diverse fasce d’età dei soggetti scolarizzati. Ogni scuola dovrebbe avere la propria “personalità” rapportata alla struttura e all’utilizzo degli ambienti.

Conclusioni

Il colore è uno strumento privilegiato in grado di migliorare la nostra vita; se inserito in ambiente scolastico, può condizionarlo in senso positivo e facilitare le dinamiche di apprendimento. La cromoterapia, infatti, è una tecnica terapeutica molto antica che si basa, appunto, sui benefici effetti del colore su corpo e mente. Partendo dal presupposto che il nostro corpo sia attraversato da diversi punti energetici, si può facilmente comprendere che la stimolazione positiva possa aiutare a risolvere problematiche di tipo psicosomatico L’uso personale del colore in varie attività rappresentative resta, infatti, l’elemento catartico nell’esprimere il proprio percepire. Non a caso, l’utilizzo del colore nei diversi contesti culturali, facilita un senso di appartenenza collettivo; infatti, nella memoria individuale, sicuramente ritroviamo momenti in cui il colore è stato la traduzione diretta ed immediata del vissuto psichico soggettivo, tanto che possiamo parlare di colore in rapporto a situazioni che ci hanno visti protagonisti della nostra esistenza. Pensare a colori, quindi, aiuta a connotare gli effetti del nostro agire, veicolando anche la comunicazione empatica.

L’articolo originale è disponibile al seguente link:

Gli effetti cromatici sull’apprendimento

 

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About Author

Laureata in Servizio Sociale, con tesi sperimentale in Psicologia Ambientale. Attualmente iscritta alla specialistica di Scienze e Politiche Sociali, ho a cuore il benessere delle persone e in particolare dei bambini. I miei principali interessi scientifici sono rivolti alla comprensione dei processi psicologici che si instaurano tra le persone, in particolare i bambini e gli ambienti, o luoghi, di vita quotidiana (l’ambiente scolastico in primis) e valutare come tali processi influenzano positivamente o negativamente il benessere psicologico dell’individuo.

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