La natura come risorsa per la salute psicologica e fisica

Ricerche recenti dimostrano sul piano sperimentale quello che sul piano intuitivo è molto facile da immaginare: il contatto con ambienti naturali migliora l’umore e riduce lo stress.

Immergersi nella natura e negli ambienti verdi ha in generale effetti molto benefici sulla salute umana non solo a livello psicologico e sociale, ma anche fisico. Di contro, la mancanza di un contatto con un ambiente verde può portare a lungo termine ad un maggiore rischio di essere soggetti ad ansia, crisi depressive, iperattività e sindrome da deficit di attenzione. (http://www.environmentbehavior.it/la-natura-fonte-benessere/).

Gli effetti della natura a livello psicologico

Interessanti risultati sono stati prodotti mettendo in connessione l’esposizione al contatto con la natura e il miglioramento del tono dell’umore, soprattutto se l’umore “nero” è in relazione a processi di ruminazione (affollamento di pensieri costanti e ricorsivi).

È stato dimostrato che spostarsi in aree verdi quando si ha una preoccupazione o quando si deve risolvere un problema, aiuta a trovare soluzioni più creative ed efficaci rispetto alla ricerca di soluzioni fatta permanendo in ambienti urbani (http://www.ordinepsicologilazio.it/cittadini/la-natura-migliora-lumore-e-la-concentrazione/).

Siamo spesso portati a pensare che vivere in una città significhi essere esposti in particolar modo all’inquinamento atmosferico, ma una fonte costante dell’inquinamento urbano è quello acustico. Infatti, siamo continuamente esposti ai rumori cittadini (i clacson delle macchine, le ambulanze, i rumori che animano i palazzi) che, con la loro intensità e coercizione, possono interferire con le nostre capacità mnemoniche e di problem solving, causando stress.

Vivere in aree verdi, o ritagliarsi del tempo per una camminata in un luogo incontaminato (un parco, una spiaggia, un sentiero in montagna), riduce significativamente l’affaticamento e l’abbassamento del livello di concentrazione prodotti dagli stressors acustici.

In Giappone nel 2010, alcuni studiosi hanno provato a convertire in evidenza sperimentale il valore di una pratica tradizionale: “shinrin-yoku”, letteralmente “immersione nella foresta”. Lo studio ha dimostrato che immergersi nell’atmosfera della foresta, in contatto con l’odore delle piante, con il fruscio del vento, con il suono dell’acqua che scorre, produce rilassamento e riduce lo stress, abbassa significativamente i livelli di colesterolo e regolarizza la pressione sanguigna (http://www.ordinepsicologilazio.it/cittadini/la-natura-migliora-lumore-e-la-concentrazione/).

I rumori naturali allentano le tensioni nervose e le bellezze del paesaggio migliorano l’equilibrio mentale. Stare all’aria aperta, lontano dai rumori della città e da tutte le preoccupazioni quotidiane, giova all’umore: infatti, si liberano endorfine, sostanze che hanno capacità analgesiche simili alla morfina e all’oppio.

Una semplice passeggiata in un bosco, quindi, può fare molto per alleviare lo stress e l’ansia, agendo come calmante e riequilibrante del sistema nervoso e rendendo più dolce la risposta dell’organismo di fronte alle situazioni difficili.

I benefici della natura a livello fisico

L’esposizione ad ambienti naturali e la conseguente riduzione dello stress ha effetti benefici anche sulla salute fisica: Harting e colleghi (2003), hanno osservato che camminare in un ambiente naturale o stare in una stanza con vista su un ambiente naturale porta ad una pressione arteriosa inferiore rispetto a camminare in un territorio urbano o il permanere in una stanza chiusa, senza vista sull’esterno.

Ambienti naturali tranquilli, come un paesaggio marino, favorirebbero una migliore attività sincrona delle aree del cervello, secondo i ricercatori dell’Università di Sheffield, Hunter e colleghi (2010). Al contrario, gli ambienti artificiali come le strade non favoriscono le connessioni cerebrali.

Inoltre, le sostanze che vengono respirate e con le quali si entra in contatto durante una passeggiata nella natura hanno una significativa influenza sulla funzionalità immunitaria, sulla pressione sanguigna, sul tono muscolare. (http://associazione-accade.it/accade/articoli/benessere-salute/207-natura-benessere).

Infine, uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Chicago ha confermato che vivere in quartieri alberati fa bene alla salute. Chi vive in quartieri con una maggiore presenza di alberi o piante riporta meno patologie cardio-metaboliche (https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/19871-vivere-natura-fa-bene).

Conclusioni

Trascorrere alcune ore a contatto con la natura può davvero fare la differenza. In sintesi, è dimostrato che il contatto con la natura aumenta la vitalità, stimola la creatività e l’autostima, diminuisce l’ansia e la ruminazione del pensiero, migliora il tono dell’umore e le capacità di memoria, ha importanti risultati sul benessere fisico.

Ansia, nervosismo, tensioni e stress: per combatterli, si può iniziare con una passeggiata nel verde, immersi nella natura. Una camminata nella natura, infatti, non è solo un modo divertente e senza costi per trascorrere del tempo, ma è anche una componente indispensabile per uno stile di vita sano e salutare.

 

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About Author

Sono nata a Roma il 15/11/1992 e ho conseguito la Laurea Triennale presso l’Università Pontificia Salesiana alla Facoltà di Scienze dell’Educazione, curriculo di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e, conseguentemente, la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso la stessa Università, dove lavoro anche come assistente. Nel corso degli anni universitari ho avuto modo di partecipare a numerosi laboratori esperienziali, ma anche seminari e convegni riguardanti molteplici tematiche (psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia, psicologia delle dipendenze, corsi di rilassamento, ecc). Attualmente sono una tirocinante presso l’ISP, dove sto partecipando a diverse iniziative, tra cui la stesura di un e-book. L’obiettivo lavorativo che intendo raggiungere è quello di abilitarmi alla professione di psicologo e successivamente intraprendere la scuola per diventare psicoterapeuta.

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